Di
Barbich il 31-07-10 alle 12:21:12
Ok, ok. Della MIA storia. Perché senza questo gioco oggi io non sarei dietro le quinte a fare il designer dei videogiochi (e soprattutto a portare il caffé ai designer dei videogiochi). Pengo. Lo ricordate Pengo? Pinguino protokawaii che spintona blocchi di giaccio in un labirinto composto dai medesimi blocchi di ghiaccio. Era il non plus ultra dei maze game post Pac-Man, il fatto di poter alterare interattivamente la planimetria del labirinto. Layer di senso ludico spatasciati uno sull'altro: i meno fichi si accontentavano di usare i blocchi per schiacciare le obnoxiose Snow-Bees, i più fichi costruivano strutture di ghiaccio atte a spingere uno a ridosso dell'altro i tre blocchi-diamante per il gigabonus cenobitico.
Andava così, all'epoca. Gameplay verticale, per così dire. Ripetitività dei livelli, ma che densità tattica, in ciascuno di quei livelli. Mr. Do. Dig Dug. Ladybug. Lì mi sono formato. Lì ho amato. Lì ho ficcato la
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