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Eccovi la cronaca del mio passaggio da Windows 7 a Windows 8 sul computer portatile, dal download alle prime impressioni del sistema funzionante.
Il tutto su un portatilino troiaio, con hard disk che ad ogni avvio preannuncia la propria morte.
ore 13 circa, prime impressioni: il programmino di installazione a prima vista sembra molto amichevole. Grafica pulita, tutto chiarissimo, fa una scansione di applicazioni e driver facendoti sapere cosa continuerà a funzionare e cosa potrebbe aver problemi, ed ora sta scaricando.
ore 13.56 (considerate che sto portatile è più lento del mi nonno quindi i tempi saranno dilataterrimi): check completo del download completato, ora si nasconde dietro un vacuo "getting files ready". Non avevo capito che l'aggiornamento lo faceva direttamente senza bisogno di reinstallare. Che gentile.
ore 14.20: mi si presentano tre possibilità: installa ora, installa poi, installa su altra partizione. Clicco su installa ora:
LA STORIA FINORA
Ricordo che, nel mio secondo anno di informatica, uscì Java 5. Una nuova release di uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati al mondo, sul quale è stato detto tutto ed il contrario di tutto. Java 5 portava con se una nutrita dose di novità, su tutte l'introduzione di un supporto (o meglio, a conti fatti, una pezza ben mascherata) ai tipi generici che permettevano una migliore specializzazione delle classi. Una bella novità. Inoltre, passi verso l'unificazione fra tipi generici e tipi base (la diversificazione è a mio avviso la più colossale pecca del linguaggio), nuove librerie, il foreach, le enum, le annotazioni. Il tutto in due anni e mezzo di sviluppo. Poi uscì nel 2006 la nuova versione, Java 6, che introduceva pochi cambiamenti visibili e tante migliorie sotto il cofano, migliorie che hanno reso Java, pur con tutti i suoi difettucci, un linguaggio apprezzabilissimo anche dal punto di vista delle performance.
E poi? Dal 2006 ad oggi
Sei giorni fa ho visto il primo concerto in vita mia dei Pain of Salvation, la band svedese capitanata dal geniale Daniel Gildenlow che tanto fa formicolare le mie budella quando canta. E, ragazzuoli miei, è uno spettacolo assurdo vederseli dal vivo.
Il tour è quello che si sta concludendo in questi giorni, quello di supporto al nuovo nato Road Salt One. Album diverso dai soliti album dei POS, meno progressive, meno metal, più emozionale, diretto. Questo non influirà sulla scaletta, che spazierà efficacemente fra pezzi semplici e pezzi strumentalmente pazzeschi.
Si comincia con Of Two Beginnings, la splendida introduzione al quarto album, datato 2002, dal nome Remedy Lane. Seguita dalla prima canzone vera e propria, Ending Theme. Il pubblico non è caldissimo: mi sembra di essere l'unico cretino a cantare, sporadiche urla accompagnano la band che sembra in effetti abbastanza fredda. Ma è solo il tempo di scaldarci: già People Passing By scalda leggermente gli animi,
Sono Lorenzo e vi scrivo dal pianeta Università di Pisa. E' un pianeta lontano e probabilmente non ne avrete sentito parlare nei TG, ma esiste e a quanto pare dentro di lui c'è un gran casino.
Si, perché dentro di lui c'è una forte protesta in atto. Una protesta contro il DDL del ministro Gelmini che vuole riformare l'università apportando forti cambiamenti, riassumibili in
- eliminare la figura dei ricercatori a tempo indeterminato sostituendoli con ricercatori esclusivamente a tempo determinato per un massimo di 8 anni, al termine dei quali o diventi professore associato o non lavori mai più nell'università
- diminuire in maniera piuttosto drastica (si parla circa del 20%) il numero di professori
- abbassare progressivamente i finanziamenti alle università con lo scopo di diminuire gli sprechi
- riformare i "piani alti" delle università costituendo un consiglio di amministrazione di massimo 11 persone che hanno poteri sull'intera università
- sostituire il meccanismo
Artista: Iron Maiden
Titolo: The Final Frontier
Uscito il: 16 agosto 2010
Tracce
Satellite 15....The Final Frontier - 8:40 (Smith-Harris)
El Dorado - 6:49 (Dickinson-Smith-Harris)
Mother Of Mercy - 5:20 (Smith-Harris)
Coming Home - 5:52 (Dickinson-Smith-Harris)
The Alchemist - 4:29 (Dickinson-Gers-Harris)
Isle Of Avalon - 9:06 (Smith-Harris)
Starblind - 7:48 (Dickinson-Smith-Harris)
The Talisman - 9:03 (Gers-Harris)
The Man Who Would Be King - 8:28 (Murray-Harris)
When The Wild Wind Blows - 10:59 (Harris)
Formazione
Bruce Dickinson - voce
Dave Murray - chitarra
Adrian Smith - chitarra
Janick Gers - chitarra
Steve Harris - basso, tastiere
Nicko McBrain - batteria, percussioni
E quindici.
Sto