[i miei 2¢ su…] Shadows of the Damned
Di
il 03-02-12 alle 16:44:07 (278 Visite)
Dimmelo come mangi
Irradia unicità quanto una ciambella artigianale messa a confronto con la maggior parte di altri prodotti che mostrano fin da subito la natura di stampo industriale. Proprio per via delle singole e singolari mani in pasta degli arditi pasticcieri (a tratti "pasticcioni"), presenta zone di cottura diverse, alcune più dure e "crude", altre pericolosamente molli e un eccesso d'attenzione per la smania di stupire (nella forma) ancor prima che per la realizzazione dello stupore (nella sostanza). Spesso presenta una quantità di lievito superiore alla media, un eccesso che accresce alcune parti a discapito di altre di conseguenza più rinsecchite. Il risultato finale offre un gusto non distribuito uniformemente, così capita di pizzicare un morso con dentro tanti sapori diversi e magari in successione altri tre molto più insipidi. Come cibaria si posiziona tra i ciambelloni ripieni da consumare a tavola soprattutto perché poco ergonomici; non si può maneggiare e buttar giù come uno snack mentre si pensa o si sta facendo altro. La causa è in gran parte dovuta a quel buco non perfettamente riuscito; una situazione particolare che può renderlo alimento poco adatto al buongustaio comune.
Ok, ora però dimmelo che si capisca
Ha una forte personalità che pad in mano gli permette di distinguersi facilmente da tutti gli altri sparacchini, sia direttamente collegati a questa tipologia di giocata (vedi un Resident Evil 4 a caso), che a tutti gli altri 'mazzamazza in circolazione. Giocandoci si ricava piacere per via di un'atmosfera riuscita, di un continuo chiacchiericcio che non smette (quasi) mai di raccontare del videoludo degno della nostra attenzione. Un incubo alleggerito e reso piacevole in modo magistrale. Gradevole dunque, nonostante l'impatto iniziale prometta più di quanto mantenga nelle fasi successive, se non altro perché le novità sono offerte in modo sempre più diluito, in entrambi i sensi (distanza una dall'altra, reiterazione eccessiva una volta svelata). In sostanza si tratta di un mondo bizzarro da attraversare a suon di proiettili sfruttando le caratteristiche delle tre armi disponibili e soprattutto dell'ambiente suddiviso in luci e ombre che rendono i nemici vulnerabili o meno in base alle situazioni. Il tutto da vivere consapevoli delle magagne tecniche, tra cui spicca un sistema di puntamento farraginoso che da il suo peggio quando messo sotto stress. A margine un'opinabile impostazione del viaggio che spesso chiude le porte a brevi, quanto potenzialmente utili, backtracking o a un secondo passaggio meno eccitante perché non tiene conto del lavoro svolto durante la prima traversata (ripartendo si resetta tutto e considerando la presenza di cianfrusaglie accumulabili, la situazione non è simpaticissima).
Dimmelo tipo arrivando direttamente al punto
Sarebbe da consigliare senza remore a tutti gli amanti dei Videogiochi action, se non fosse per il tema horror a mo' di micio indemoniato che ti urina addosso col sorriso tra i baffi che potrebbe urtare alcune sensibilità. Forse è una delle poche occasioni dove l'autoregolamentazione del pegi ci sta tutta o è appena sufficiente a richiamare l'attenzione sulla tipologia di prodotto "per adulti dentro " ossia in grado di contestualizzare e razionalizzare le bizzarrie inserite. Intendiamoci, non è volgarissimo o gratuitamente malato; è un modo di presentare una situazione che nel videogioco è tutt'altro che comune, che negli anni passati (ma anche meno) avrebbe generato - forse - copertine su settimanali scandalistici o indignato le "famosissime" associazioni dei benpensanti. Mi riferisco alla percezione sbagliata in rapporto al sistema videogioco, non all'intrattenimento tutto.
Tolta questa riserva è da giocare, e basta. Attualmente si tratta di una perla affogata dall'impeto della foce dove scaricano le fogne gli action occidentali, mole di accrocchi tecnologici perditempo in grado di lasciarti il vuoto dentro come poche altre esperienze del mondo tutto. Avrebbe meritato - o meriterebbe se non è troppo tardi - miglior fortuna. Forse non quanto Bayonetta e Vanquish per citare altri due capolavori in linea con il risultato ottenuto rendendo concrete e interattive le visioni di chi possiede ottime capacità espressive, che si tratti di mero appeal videogiocoso che di atmosfera onirica legata al racconto di un'esperienza; ma già stare al terzo posto in una top ten del genere può essere ritenuto un motivo sufficiente per smettere (nel caso) d'ignorarlo.
Piegati al mondo che ti circonda e dimmelo con un numero
No! Al massimo una lettera, B su abcde... :giàgià:
Link: articolo su Dailyrando (zave) - Soundtrack (rip) - Panoramica (EA) - Sito Ufficiale.






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